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Intervento realizzato con il contributo della Comunità Europea Iniziativa Comunitaria Leader +, Piano Aggiuntivo Regionale, Progetto 2 "Avvio e realizzazione di un parco faunistico".
   

 

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IL CERVO

Classe: Mammiferi
Ordine: Ungulati
Famiglia: Cervidi
Genere: Cervus
Specie: elaphus (Linneo 1758)

 

Ø    CARATTERISTICHE SOMATICHE

Peso: I maschi adulti hanno un peso che varia dai 160 ai 210 Kg  mentre le femmine possono pesare da 90 a 130 Kg.

Dimensioni: i maschi sono alti al garrese da 110 a 135 cm, le femmine da 95 a 105 cm.

Pelame: due mute, una primaverile ed una autunnale. Il mantello estivo si presenta bruno rossiccio, mentre il mantello invernale é grigio brunastro; lo "specchio anale" è  giallastro; i piccoli fino a 3 mesi presentano una pomellatura bianca lungo i fianchi.

 

Ø  AMBIENTE

Originario delle grandi pianure, il cervo si è insediato in montagna, dove si è ben adattato. Ama i vasti complessi boschivi sia di latifoglie che di resinose, ricchi di sottobosco, ampi pascoli e radure.

 

Ø    ALIMENTAZIONE

Il regime alimentare è vario: il cervo è un pascolatore generico e la sua dieta varia secondo le stagioni. In inverno sementi, castagne, ghiande, erbe secche, ma anche cortecce di alberi. In primavera ed estate si alimenta con foraggiere, gemme e frutti selvatici.

Ø    VITA SOCIALE

I cervi sono in genere animali parzialmente gregari, ad eccezione dei maschi adulti. Questi li troviamo spesso soli a vagabondare sul territorio, alla ricerca di pascoli tranquilli e di zone non disturbate dall’uomo. Sono infatti sensibilissimi alla sua presenza, che identificano subito come possibile fonte di pericolo, tanto da essere indotti ad abbandonare anche per lunghi periodi quei luoghi dove la presenza umana si fa intensa e persistente.

Le femmine vivono in gruppi familiari, anche numerosi. All’interno di questi gruppi il vincolo più forte è quello che si instaura tra le femmine e il piccolo dell’anno, accompagnate spesso dal loro giovane nato l’anno precedente, una femmina, detta “sottile”, o un giovane maschio, detto “fusone”, riconoscibile in quanto il suo trofeo è costituito da due punte semplici, senza ramificazioni e senza “rosa” alla base. Il legame tra la femmina madre e il piccolo è strettissimo. Questo viene incessantemente sorvegliato, anche se nel primo periodo se ne sta per lungo tempo coricato, ben nascosto sotto i rami di un cespuglio o tra le alte erbe, mai all’aperto per la paura dei predatori, sempre ad una certa distanza da dove la mamma pascola o riposa. Solamente dopo il primo mese di vita lo vediamo trotterellare al suo fianco. L’imprinting e il riconoscimento reciproco avviene fin dalla nascita attraverso il leccamento del muso, che comporta anche il marcamento reciproco attraverso le ghiandole preorbitali. Escluso il periodo del parto e dello svezzamento, le femmine costituiscono dei “clan” familiari. All’interno del clan vige una gerarchia che riconosce alla femmina più vecchia, specialmente se è anche madre, il predominio sulle altre. Anche i maschi giovani, di circa 2/3 anni, tendono a costituire branchi, all’interno dei quali si trovano spesso anche animali più vecchi. Tra i maschi vige una rigida gerarchia, che riconosce al più anziano l’autorità e la decisione sugli spostamenti.

Ø           RIPRODUZIONE

Man mano che ci si avvicina al periodo degli amori, fine settembre/ottobre, i maschi più anziani, ai quali è affidato il compito riproduttivo della popolazione, si allontanano dagli altri e divengono solitari e territoriali, avendo come obiettivo primo quello di radunare un certo numero di femmine che costituiranno il loro “harem”. Il periodo degli amori è il momento più emozionante della stagione del cervo.

E’ il periodo del “bramito”, quando i maschi adulti marcano con forti emissioni sonore il loro territorio e segnalano ai giovani di tenersi lontani. Nei territori con popolazioni ben strutturate e numerose è possibile sentire echeggiare il loro richiamo da un versante all’altro delle valli.

Quando il numero dei maschi è significativo, questo è anche il periodo delle sfide. Gli animali più forti, dai cinque agli otto anni, tendono a sfidarsi tra loro per la conquista e la difesa dell’harem, e le lotte sono spesso estenuanti e faticose, fino a quando il più forte riesce a mettere in fuga il contendente. Al termine del periodo degli amori, quando ormai la neve e il gelo rendono sempre più inospitali i territori più elevati, i gruppi di cervi, in questa stagione misti e più numerosi, scendono più in basso e scelgono territori diversi, più esposti a sud, detti quartieri invernali, dove passare i mesi più freddi.

Il tempo delle nascite si colloca da fine maggio a giugno, con possibili ritardi in quanto, se a fine settembre-ottobre le femmine non vengono coperte durante il primo estro, esse tendono a ripeterlo ad intervalli di circa tre settimane, finché non avviene la fecondazione

La gestazione dura all’incirca 8 mesi e nasce quasi sempre un solo piccolo.

Ø    SENSI

Molto sviluppati sono l’udito e l’olfatto; la vista è in grado di percepire ogni piccolo movimento.

Ø    INSIDIE PER LA SPECIE

Inverni eccessivamente rigidi e rappresentati da continue ed abbondanti nevicate; malattie da virus, batteri e parassiti. Squilibrio tra classi di età e sessi.

Predatori: uomo, cani randagi, lince, aquile.

Ø    ETÁ MASSIMA

Sia maschi che femmine vivono anche fino a 20 anni.

 

   
 

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