IL CAPRIOLO
Classe: Mammiferi
Ordine: Ungulati
Famiglia: Cervidi
Genere: Capreolus
Specie: capreolus capreolus (Linneo 1758)
Ø CARATTERISTICHE SOMATICHE
Il Capriolo possiede un corpo
snello, raccolto, adatto al salto.
Dimensioni: L’altezza al garrese è di 60–90 cm, il peso
varia tra i 25 e i 30
Kg per i maschi, 2–3 Kg in meno per le femmine.
La lunghezza è compresa tra i 100 e i 130 cm. Praticamente assente la coda.
Pelame: Negli adulti la muta avviene in autunno e
agli inizi della primavera. Il mantello è bruno-grigio e soffice tra ottobre e
maggio, diviene rossiccio nei mesi estivi. I piccoli appena
nati presentano una particolare pomellatura bianca lungo i fianchi.
Sul posteriore è ben visibile
lo “specchio anale”, una macchia (bianca in inverno, giallastra in estate), a forma di fagiolo nei maschi e di cuore
nelle femmine, molto utile nell’identificazione dei sessi nel periodo di assenza dei palchi.
Ø AMBIENTE
Si tratta di un animale estremamente versatile, in grado di colonizzare con successo
gli ambienti più diversi, dalle foreste di conifere alla macchia mediterranea.
Predilige tuttavia le aree collinari e di media montagna, caratterizzate da una alternanza di boschi, pascoli e ampie radure. Abbondanti
nevicate, soprattutto se persistenti per lungo tempo al suolo, possono causare
forti mortalità.
Ø ALIMENTAZIONE
Il Capriolo è un ruminante selettivo nell’alimentazione. A seconda della disponibilità durante l’anno, si ciba di
foglie e getti di un gran numero di essenze legnose (biancospino, sambuco,
nocciolo) e semilegnose (rovo, edera, lamponi). Meno appetiti risultano vegetali erbacei, ghiande e funghi.
Ø VITA SOCIALE
Durante l’inverno si possono
osservare gruppetti al massimo di 5 soggetti, per lo più composti da femmine con piccoli e giovani. In primavera i gruppi si
sciolgono. In estate i maschi adulti territoriali restano solitari, tranne che
nel “periodo degli amori”.
Ø RIPRODUZIONE
I maschi sono poligami e, tra
febbraio e settembre, sviluppano un comportamento territoriale su un’area di
30-60 ettari dove
non ammettono la presenza di rivali. Delimitano il territorio sfregando i
cespugli e marcandolo con la secrezione delle ghiandole sebacee dei palchi.
Le femmine vanno in calore nel
mese di luglio e l'accoppiamento ha luogo all'interno del territorio del
maschio. L’accoppiamento avviene dopo un corteggiamento basato su lunghi
inseguimenti delle femmine da parte dei maschi. Curiosamente, poco dopo la
fecondazione si verifica l'arresto dello sviluppo
embrionale e solo a partire da dicembre la gravidanza riprende con la
necessaria continuità. Questo meccanismo è di indubbio
vantaggio per le femmine, che in settembre ed ottobre possono ricostituire le
riserve di grasso "bruciate" durante il calore. La gestazione, grazie
a questo fenomeno, chiamato diapausa embrionale, dura
dunque 10 mesi e i parti, di norma gemellari avvengono tra maggio e giugno. I
piccoli nascono con pelame rossiccio chiazzato da macchie bianche che li mimetizza tra le ombre del sottobosco dove resteranno con la
madre fino all’estate successiva.
Ø SENSI
Molto sensibili in particolare udito, olfatto
ed anche vista.
Ø INSIDIE PER LA SPECIE
Abbondanti nevicate
invernali, freddo e caldo eccessivi, vento e pioggia battente. Malattie da
virus, batteri, parassiti e da raffreddamento. Automobili e
mezzi agricoli. Squilibrio tra classi d’età e sessi.
Predatori: Uomo, cani
randagi, lince, volpe, gufo reale, aquile.
Ø ETA’ MASSIMA
Sia maschi che femmine vivono raramente oltre i 15 anni.